Statuto

Art. 1. COSTITUZIONE
L’Associazione denominata “GUSCIO DI NOCE”, organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus), più avanti chiamata per brevità Associazione, è disciplinata dal presente Statuto e utilizza nella denominazione, e in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, la locuzione “organizzazione non lucrativa di utilità sociale” o l’acronimo “ONLUS”. Essa si configura quale ente senza scopo di lucro neppure indiretto, persegue fini di promozione umana integrale e sociale nei confronti delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali di media gravità, con particolare attenzione all’età di accesso alla vita adulta.
Tutti i soci sono vincolati all’osservanza dello Statuto.
Il presente Statuto è interpretato nel rispetto della Costituzione Italiana e della legislazione vigente. L’Associazione è retta dal presente Statuto.

Art. 2. PRINCIPI ISPIRATORI
L’Associazione intende perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale.
L’Associazione, ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. n. 460/1997, ha per scopo l’assistenza sociale e socio-sanitaria delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali di media gravità in ordine alla loro promozione umana e integrale.
L’azione dell’Associazione in particolare si prefigge la promozione e inclusione sociale delle persone con disabilità nel loro territorio affinché possano rappresentare una più efficace risorsa per la comunità.
L’Associazione svolge inoltre attività di sensibilizzazione ed informazione del settore pubblico e collabora con gli organi istituzionali ed altri enti inerenti i propri scopi sociali.
È fatto divieto all’Associazione di svolgere attività diverse da quelle sopra elencate. L’Associazione potrà tuttavia svolgere attività direttamente connesse a quelle istituzionali, ovvero accessorie in quanto integrative delle stesse, nei limiti consentiti dal D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460 e successive modifiche e integrazioni.

Art. 3. SEDE LEGALE – OPERATIVA E DURATA
L’Associazione ha la propria sede legale in Roma, cap. 00141, provincia di Roma, via Moncenisio, 4. La sede può essere trasferita con semplice delibera dell’Assemblea dei soci.
Su delibera del Consiglio Direttivo l’Associazione può istituire o chiudere sedi secondarie o sezioni distaccate nella stessa città e anche in altre città del territorio italiano.
La durata dell’Associazione è illimitata.

Art. 4. PATRIMONIO ED ENTRATE DELL’ASSOCIAZIONE
Il patrimonio della Associazione è costituito da:
– beni mobili ed eventuali beni immobili ad essa intestati;
– eventuali fondi di riserva costituenti eccedenze di bilancio;
– avanzi netti di gestione;
– quote sociali e eventuali contributi volontari degli associati che potranno essere richiesti in relazione alle necessità ed al funzionamento dell’Associazione;
– contributi di enti pubblici ed altre persone fisiche e giuridiche;
– eventuali erogazioni, donazioni e lasciti;
– eventuali entrate per servizi prestati dall’Associazione.
Le entrate dell’Associazione sono costituite da:
– contributi elargiti dai soci e da soggetti privati;
– contributi o elargizioni erogati dallo Stato, da enti o istituzioni pubbliche;
– contributi di organismi internazionali;
– rette e rimborsi derivanti da convenzioni;
– rendite patrimoniali, eventuali entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali: tali proventi sono inseriti in un’apposita voce del bilancio dell’Associazione e sono approvati dall’Assemblea dei soci che delibera sulla loro utilizzazione nei termini stabiliti dalla legge;
– proventi derivanti da attività benefiche e sociali;
– ogni altro tipo di entrata ammessa dalla legge.

Art. 5. SOCI
Possono essere associati dell’Associazione tutti coloro, persone fisiche, che ne condividono gli scopi.
Sono associate tutte le persone fisiche che, previa domanda motivata, vengono ammesse dal Consiglio Direttivo. All’atto di ammissione gli associati verseranno la quota di Associazione che verrà annualmente stabilita dal Consiglio Direttivo.
Il contributo associativo è intrasmissibile ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non è rivalutabile.
Tra gli associati vige una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative.
È esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.

Art. 6. DIRITTI E PERDITA DELLA QUALITA’ DI SOCI
I soci hanno i diritti di informazione e di controllo stabiliti dalle leggi e dallo Statuto, di eleggere ed essere eletti alle cariche sociali, di partecipare alle assemblee con diritto di voto e di recedere in qualsiasi momento dall’appartenenza all’Associazione.
I soci hanno l’obbligo di rispettare le norme del presente Statuto, le deliberazioni degli organi dell’Associazione e di pagare le quote sociali nell’ammontare fissato dal Consiglio Direttivo.
La qualità di associato si perde per decesso, dimissioni, esclusione.
La esclusione è deliberata dal Consiglio Direttivo con delibera motivata: per la mora superiore a sei mesi nel pagamento delle quote sociali, per lo svolgimento di attività in contrasto o concorrenza con quella della Associazione, ovvero qualora il socio non ottemperi alle disposizioni statutarie dei regolamenti, delle delibere Assembleari o del Consiglio Direttivo.
Tale provvedimento dovrà essere comunicato all’associato dichiarato decaduto, il quale potrà ricorrere all’assemblea affinché deliberi in merito alla sua radiazione.

Art. 7. VOLONTARI
Nello svolgimento delle proprie attività l’Associazione si avvale anche di volontari. L’attività dei volontari è a titolo gratuito e non potrà essere retribuita in alcun modo.
I volontari avranno diritto solo ed esclusivamente ad un rimborso di eventuali spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, secondo i parametri preventivamente stabiliti dal Consiglio Direttivo.

Art. 8. DIPENDENTI E COLLABORATORI DA LAVORO AUTONOMO
L’Associazione assume personale dipendente necessario al suo funzionamento nei limiti previsti dalla legge, oppure qualora l’assunzione sia necessaria per qualificare o specializzare l’attività da essa svolta. Inoltre per soddisfare specifiche esigenze può giovarsi di collaborazioni di lavoro autonomo.
I rapporti tra l’Associazione, i dipendenti e i collaboratori sono disciplinati dalla legge e dal Regolamento.

Art. 9. ORGANI SOCIALI
Sono organi dell’Associazione:
• l’Assemblea dei Soci
• il Consiglio Direttivo
• il Presidente
• il Vicepresidente

Art. 10. ASSEMBLEA
L’Assemblea Generale dei Soci regolarmente costituita è formata da tutti gli aderenti all’Associazione.
L’Assemblea è convocata dal Consiglio Direttivo tramite il Presidente. In prima convocazione, per la validità della sua costituzione e delle sue delibere, è necessario che siano presenti almeno la metà degli associati.
Nel caso di seconda convocazione, l’Assemblea sarà valida qualunque sia il numero dei soci o dei voti. In entrambi i casi si delibererà sempre a maggioranza semplice.
Per le delibere concernenti le modifiche allo Statuto sarà tuttavia necessario il voto favorevole di almeno due terzi degli associati.
L’Assemblea è il massimo organo deliberante dell’Associazione ed è convocata in sessioni ordinarie e straordinarie.
L’Assemblea si radunerà almeno due volte l’anno di cui una, entro il 30 aprile, per l’approvazione del bilancio consuntivo. Essa deve inoltre essere convocata ogni qualvolta il Consiglio Direttivo lo ritenga necessario o ne faccia richiesta motivata almeno un decimo degli associati: in tal caso il Presidente deve provvedere alla convocazione entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta e l’Assemblea deve essere tenuta entro 30 giorni dalla convocazione.
Spetta all’Assemblea deliberare in merito:
– all’approvazione del bilancio consuntivo e dell’eventuale bilancio preventivo;
– alla nomina del Consiglio Direttivo e alla determinazione del numero dei componenti;
– agli indirizzi e alle direttive generali dell’Associazione;
– all’approvazione e alla modificazione dello Statuto e di regolamenti;
– allo scioglimento dell’Associazione;
– ad ogni altro argomento che il Consiglio Direttivo intendesse sottoporle.
L’Assemblea è convocata mediante avviso scritto o e-mail contenente il giorno, il luogo e l’ora per la prima e la seconda convocazione, nonché l’elenco delle materie da trattare inviato a ciascun associato almeno otto giorni prima di quello fissato per l’adunanza.
Ciascun associato ha diritto ad un voto.

Art. 11. IL CONSIGLIO DIRETTIVO
Il Consiglio Direttivo è composto da un numero di membri variabile da tre a cinque, scelti tra i soci. Dura in carica tre anni e i suoi membri sono rieleggibili.
Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno il Presidente e un Vicepresidente.
Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di nominare Consigli scientifici ed ogni altro organismo che reputi necessario per le attività dell’Associazione, stabilendone mansioni ed eventuali compensi, tenuto conto del disposto di cui alle lettere c ed e), comma 6, dell’art. 10 del D. Lgs. 4.12.1997, n. 460.
Il Consiglio Direttivo è investito di tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione inerenti la gestione dell’Associazione, ad eccezione di quelli che la legge o lo statuto riservano all’Assemblea.
Il Consiglio Direttivo dovrà:
– provvedere alla stesura dell’eventuale bilancio preventivo e del bilancio consuntivo e sottoporli all’approvazione dell’Assemblea;
– determinare le quote associative e stabilire le modalità per il reperimento dei fondi necessari per le spese ordinarie e straordinarie di gestione;
– fissare le norme per il funzionamento dell’organizzazione;
– amministrare l’Associazione ed operare in attuazione delle volontà e degli indirizzi generali approvati dall’Assemblea, alla quale risponde direttamente;
– ratificare alla prima seduta successiva i provvedimenti di competenza del Consiglio Direttivo adottati dal Presidente per motivi di necessità ed urgenza;
– vigilare sul buon funzionamento di tutte le attività previste all’interno dell’Associazione;
– gestire le attività dell’Associazione, autorizzandone anche le spese;
– assumere o licenziare il personale dipendente dell’Associazione e determinarne i compensi;
– deliberare tutti gli atti e i contratti inerenti le attività sociali;
– curare la gestione di tutti i beni mobili e immobili di proprietà dell’Associazione o ad essa affidati;
– convocare l’Assemblea generale dei soci almeno due volte l’anno;
– verificare il bilancio preventivo e consuntivo;
– accettare lasciti, successioni, donazioni ed elargizioni varie;
– deliberare in merito alla condizione di socio.
Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono prese a maggioranza dei voti.
Il Consiglio Direttivo potrà inoltre delegare parte dei propri poteri a uno o più componenti del Consiglio stesso determinandone i compensi; gli emolumenti individuali annui corrisposti non potranno comunque essere superiori al compenso massimo previsto per il Presidente del collegio sindacale delle società per azioni.
Qualora, durante il mandato, venisse a mancare uno o più membri del Consiglio Direttivo, il Consiglio Direttivo coopterà altri membri in sostituzione dei membri mancati; i membri cooptati dureranno in carica fino alla prima Assemblea, la quale potrà confermarli in carica fino alla scadenza del Consiglio Direttivo che li ha cooptati.
Il Consiglio Direttivo potrà compilare un regolamento per disciplinare e organizzare l’attività della Associazione, che dovrà essere sottoposto all’Assemblea per la sua approvazione.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente, dal Vicepresidente o da un terzo dei suoi componenti.
Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente almeno otto giorni prima della riunione, mediante comunicazione scritta inviata tramite lettera o email contenente il giorno, il luogo e l’ora, nonché l’elenco delle materie da trattare. In caso di urgenza la convocazione potrà essere fatta mediante invio di email inoltrata almeno due giorni prima della data prevista per la riunione.
Le riunioni del Consiglio sono validamente costituite quando vi intervenga la maggioranza dei suoi membri. Le deliberazioni del Consiglio sono adottate con il voto favorevole della maggioranza dei presenti e le medesime dovranno risultare dal verbale della riunione, sottoscritte dal Presidente.

Art. 12. PRESIDENTE
Il Presidente, ed in sua assenza o impedimento il Vicepresidente, ha la legale rappresentanza dell’ente di fronte ai terzi e in giudizio e dà esecuzione alle delibere del Consiglio Direttivo.
Convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea generale dei soci e del Consiglio Direttivo. Sottoscrive il verbale dell’Assemblea e ne custodisce il registro. Rappresenta legalmente l’Associazione nei confronti di terzi e in giudizio. Stipula tutti gli atti e i contratti inerenti le attività sociali. Esegue gli incassi provenienti da amministrazioni pubbliche, enti, istituzioni o soggetti privati. In caso di necessità e di urgenza assume, nell’interesse dell’Associazione, tutti i provvedimenti di esclusiva competenza del Consiglio Direttivo, sottoponendo a ratifica nella prima riunione utile e successiva all’assunzione dei medesimi. Stipula convenzioni tra l’Associazione e altri enti previa delibera del Consiglio Direttivo, inclusiva delle modalità attuative.

Art. 13. IL VICEPRESIDENTE
Il Vicepresidente è nominato dal Consiglio Direttivo e, solo in assenza del Presidente, può svolgere tutte le funzioni ad esso attribuite comprese quelle previste per i casi di emergenza.

Art. 14. BILANCIO
L’esercizio si chiude al 31 dicembre di ogni anno. Entro il 30 aprile il Consiglio Direttivo sottoporrà all’Assemblea il bilancio consuntivo relativo all’anno precedente ed entro il 31 dicembre il bilancio preventivo.
Gli eventuali utili o gli avanzi di gestione dovranno essere impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività di cui all’art. 2.
Gli utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale non verranno distribuiti, neanche in modo indiretto, durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o distribuzione non siano imposte dalla legge. Gli eventuali utili o avanzi di gestione verranno impiegati esclusivamente per la realizzazione delle attività istituzionali.

Art. 15. SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE
Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione e la relativa devoluzione del patrimonio residuo occorre il voto favorevole di almeno i tre quarti degli associati.
In caso di scioglimento dell’Associazione, per qualunque causa, il patrimonio sarà devoluto, su proposta del Consiglio Direttivo approvata dall’Assemblea, ad altra organizzazione non lucrativa di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3 comma 190 della legge 23 dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge vigente al momento dello scioglimento.

Art. 16. NORMA DI CHIUSURA
Per tutto quanto non previsto dal presente statuto si fa riferimento alle norme del Codice Civile e alle leggi in materia.